Diesel e noleggio: una scelta intelligente

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Diesel e noleggio: una scelta intelligente



Con l’introduzione delle nuove norme europee RDE (Real Driving Emissions) è stata introdotta una stretta che mira ad un sostanziale blocco per le auto diesel dal 2020. Secondo queste normative, infatti, dallo scarico di queste vetture, e di quelle alimentate a benzina a iniezione diretta, non dovrà uscire più il particolato, uno degli elementi maggiormente dannosi per la salute.

A causa delle nuove e più restrittive normative, quindi,  alcune case come Toyota hanno deciso per una sospensione istantanea della vendita delle vetture diesel in Italia, altri costruttori, come Mercedes, hanno promesso grandi investimenti per lo sviluppo della propulsione elettrica senza abbandonare il motore diesel. Se si opta per l’acquisto di un’auto diesel, tuttavia, bisogna compiere questa scelta anche in prospettiva futura. Se, da un lato, un motore diesel garantirà una guida brillante grazie alla maggiore coppia disponibile ai bassi regimi, dall’altro ci si dovrà scontrare con una politica sempre più restrittiva di accesso ai centri cittadini per queste tipologie di vetture oltre alla verosimile notevole svalutazione.


Se in Europa il Diesel sarà messo al bando definitivamente nell’arco di un decennio in quasi tutti i Paesi, anche in Italia le restrizioni stanno progressivamente aumentando. L’abolizione definitiva, in teoria, dovrebbe avere luogo nel 2024 a Roma  ed è già iniziato, come noto, lo stop ai diesel più “vecchi” nel Nord Italia. Dal 1 ottobre fino al 31 marzo 2019 sono scattate le prime limitazioni permanenti al traffico in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Si tratta di misure più severe rispetto a quelle dello scorso inverno: da quest’anno, infatti, il divieto di circolazione nei giorni feriali vale anche per i veicoli diesel Euro 3 (oltre che per i mezzi benzina Euro 0, diesel Euro 0, diesel Euro 1 e diesel Euro 2) indipendentemente dai livelli d’inquinamento.

Il blocco della auto diesel varrà anche per i prossimi anni. La limitazione è estesa alla categoria Euro 4 entro il 1 ottobre 2020, alla categoria Euro 5 entro il 1 ottobre 2025.


Dopo tutte queste considerazioni, ci si deve quindi chiedere quale sarà il futuro dei motori diesel. Si può senza dubbio affermare come questa tipologia di motori sembra ormai orientata verso un inesorabile tramonto. I costruttori, infatti, stanno puntando molto sullo sviluppo sempre più affinato ed ecologicamente compatibile dei motori a benzina. Grazie all’adozione del turbo è possibile trovare in commercio motori di cilindrata inferiore che garantiscono una guidabilità e delle prestazioni del tutto compatibili, se non superiori, a quelle dei motori aspirati. Inoltre, quasi tutte le case stanno seguendo le strade dell’ibrido e dell’elettrico. Queste due tecnologie, già adesso presenti in commercio e con quote di mercato sempre maggiori, sono ormai delle realtà concrete che a breve sanciranno l’addio ai motori diesel.

Nel frattempo, il mercato italiano comincia – pare – sempre più a risentire di questa chiusura legislativa. Se nel 2017, infatti, le nuove immatricolazioni di auto diesel nel nostro Paese sono cresciute del 3,8% anche grazie ad una politica di generosi incentivi adottata dai costruttori e da un prezzo del gasolio generalmente più conveniente rispetto alla benzina, i primi dati di settembre e ottobre 2018 evidenziano un crollo delle immatricolazioni delle auto diesel. Da un’analisi effettuata dal Centro Studi e Statistiche Unrae, infatti, emerge che nelle tre principali città per numero di immatricolazioni annue, le vendite di autovetture diesel da parte dei clienti privati si stanno riducendo in modo considerevole. Negli 8 mesi di questo anno, nel comune di Milano la flessione delle immatricolazioni di auto diesel a privati è del 28,6%, a Roma del 22,3% e sale al 37,4% a Torino, a fronte di incrementi delle altre motorizzazioni. Nel totale Italia il calo delle vetture diesel tra i privati è del 15,8%. In Europa non va diversamente:  le vendite di auto turbodiesel stanno crollando; nel secondo trimestre 2018 sono scese del 15,5%, arrivando a una fetta di mercato del 36,3% contro quella del 45,2% dello stesso trimestre 2017. Di contro, crescono le vendite dei veicoli a benzina (+19,8%), con una quota che nel secondo trimestre vale il 56,7% (+7%) e quelle dei veicoli con alimentazione alternativa, cioè elettriche, ibride, Gpl e metano: nel periodo preso in considerazione rappresentano il 6,9% del mercato, in crescita di oltre il 44%. Il futuro è dunque elettrificato e diesel free, almeno nel lungo termine.


L’alternativa intelligente per chi ancora non vuole rinunciare agli innegabili vantaggi della motorizzazione diesel, a questo punto, resta quella del noleggio, che continua a rappresentare l'unica vera, valida alternativa sostenibile alla circolazione privata.


La crescita delle immatricolazioni di vetture in long term nel primo semestre mette infatti in evidenza l'aumento delle alimentazioni diesel di ultima generazione (+12%, per un'incidenza sul totale immatricolato che sale al 75%), il boom delle ibride, arrivate a 7.634 unità (+155%), del metano (1.545 vetture, +112%) e delle elettriche, tornate a crescere in modo significativo (+344%) con oltre 1.000 veicoli.


''Come ci aspettavamo, sono tornati operativi in questi giorni i primi blocchi alla circolazione dei veicoli più inquinanti - osserva il Presidente Aniasa - Massimiliano Archiapatti, che evidenziano ancora una volta lo stato di vetustà del nostro parco circolante. Ancora oggi il 10% dei veicoli è addirittura antecedente alla normativa Euro, il 28% rispondente alle norme Euro1/2/3, il 30% Euro4, mentre le Euro5/6 rappresentano appena il 32% del totale. Esiste però una solida alternativa al fermo: sempre più imprese e privati infatti scelgono di abbandonare la proprietà e passare all'uso dei veicoli attraverso le tante soluzioni di mobilità del noleggio e del car sharing che confermano la propria vocazione di sostenibilità e sicurezza con una flotta veicoli di efficienti motorizzazioni diesel di ultima generazione e di alimentazioni alternative in costante crescita e dotate dei più avanzati sistemi di sicurezza attiva e passiva''. Oggi la complessiva flotta a noleggio è composta da veicoli Euro6 per l'87% ed Euro5 per il restante 13%. Entro la fine dell'anno la quasi totalità delle vetture sarà Euro6.


AC Renting di Alessandro Capellaro

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